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I fantasmi del fronte

Ricordo che al liceo, durante le ore di letteratura inglese, la nostra professoressa ci aveva fatto leggere diverse poesie dei cosiddetti British War Poets; questi giovani altro non erano che intellettuali partiti per il fronte pieni di speranza e di idee patriottiche, tornati a casa dopo il primo conflitto mondiale con occhi e mente pieni di orrori da raccontare in versi. Sarebbe inutile elencarli tutti, sono semplicemente troppi.

Alcuni di loro sono stati inseriti da Wu Ming 4 nel romanzo Stella del mattino, un’intricatissima storia ambientata in un luogo sospeso tra Oxford, la Francia e l’Iraq. Sì, perché uno dei personaggi principali, che tocca le vite di tutti gli altri, è Thomas Edward Lawrence, altrimenti conosciuto come Lawrence d’Arabia. Si potrebbe dire che questa figura e quella intorno alla quale gira l’intero romanzo: seppur indirettamente, tutti gli altri protagonisti entrano in contatto con questo carismatico e affascinante ufficiale, pieno di segreti e di fantasmi che lo assalgono.

E proprio di fantasmi si parla in Stella del mattino: gli spettri del fronte, che turbano ancora le vite dei reduci di guerra anche all’interno delle mura domestiche o delle residenze universitarie. Sembra quasi che i morti vogliano influenzare la vita dei vivi: e così è, di fatto, poiché la poesia di ognuno nasce dal ricordo, dalla paura, dal rimorso, e le loro esistenze sono guidate da questa consapevolezza.

In questo romanzo la scrittura viene descritta come unica arma esorcizzante, come strumento di catarsi e di liberazione: solo scrivendo degli indicibili orrori della guerra è possibile dare un senso alla propria esistenza, superare il senso di colpa per essere sopravvissuti e andare avanti con una vita “normale”. I giovani studenti, tutti soldati, si rispecchiano l’uno nell’altro e si riconoscono, ognuno con la propria storia personale che diventa però universale, terribile. Anche l’estroso Lawrence, benché non abbia combattuto sul fronte francese, ha i propri spettri: non sono quelli della Somme, certo, tuttavia sono altrettanto potenti e spaventosi, poiché vengono da una terra magica dove la parola data vale più di un ordine militare.

Stella del mattino non è una magnificazione fine a se stessa di alcuni dei grandi nomi della letteratura inglese del Novecento: è l’esaltazione della letteratura stessa, del suo potere catartico e salvifico. E invita a guardarsi dai fantasmi che guidano le nostre vite terrene.

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