Film

Nuove generazioni, nuovi jedi

C’è poco da fare: che si sia fan sfegatati, tiepidi simpatizzanti o haters la saga di Star Wars ha segnato l’immaginario collettivo di almeno tre generazioni. Io mi ricordo ancora quando, da bambina, mio papà mi fece scoprire il mondo creato da Lucas: aspettavo con ansia che mi portasse a casa le videocassette dei primi episodi, e che le guardassimo insieme sul divano.

Quando è stata annunciata, due anni fa, una nuova trilogia, l’entusiasmo iniziale ha lasciato subito il posto allo scetticismo: cos’ha ancora da dire Star Wars che sei episodi non abbiano già detto? Come è possibile rivendere e ricreare quella magia a distanza di più di trent’anni? 

L’Episodio VII non mi ha suscitato nulla di che. Sì, carino, ma l’effetto Disney è uno schiaffo in faccia: tutto, dai personaggi alla scenografia, risentono dell’acquisizione da parte del colosso americano della Lucas film. E così questo Episodio VIII lo aspettavo ma un po’ lo temevo: la magia si fa ancora sentire a distanza di tanti anni, e con lei arriva anche la diffidenza.

Invece, a sorpresa, Gli ultimi Jedi mi ha convinta di più del capitolo precedente: la trama non è innovativa, i personaggi non spiccano per profondità psicologica, la regia è tutto fuorché entusiasmante, eppure il film funziona. Ieri sera ho avuto la netta percezione che la mia generazione non potrà mai amare davvero questi nuovi prodotti, riempiti di animaletti carini che hanno il solo scopo di fare tenerezza e vendere un paio di peluches in più negli stores: chi di noi ama Star Wars potrà forse dire che è un prodotto piacevole, che si fa guardare, ma che non regge il confronto con la trilogia originale. Ma questi nuovi episodi non sono realizzati per noi, ma per le nuove generazioni di fan.

La leggerezza inaspettata di un film che ha un altissimo tasso di morti e di momenti drammatici fa riflettere: questo capitolo, come del resto Rogue One e l’Episodio VII, sono pensati per chi ancora deve crescerci, con le Guerre Stellari. Ovviamente c’è dietro un’idea di marketing più che vincente, contando che dal 1977 a oggi Star Wars a livello di merchandise non ha perso un colpo, ma ne ha solo guadagnati: ma la mia parte più romantica e ottimista vuole credere che sia anche un tentativo di dare alle nuove leve la loro parte di Millennium Falcon, Morte Nera, Armata Imperiale e via discorrendo. In altra forma, con altro impatto, in altra qualità, ma se così fosse non sarebbe una brutta cosa.

Questo non esclude ovviamente la fetta di pubblico più nostalgica e grande, come me: è una sorta di filo conduttore, un modo per ricollegare due epoche cinematografiche diverse utilizzando però un unico adagio: che la forza sia con voi, giovani jedi.

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