Serie TV

La stagione più bella di sempre

Qualche mese fa, all’annuncio di una quarta stagione di Peaky Blinders, serie BBC ispirata a fatti storici, buona parte de cast dichiarò che sarebbe stata la stagione più bella di sempre. Al tempo pensai che sì, sarebbe stata sicuramente bellissima – perché questa è una serie tutta bella -, ma che probabilmente questa dichiarazione era dovuta a motivi di pubblicità.

E invece fino ad ora è davvero la stagione più bella.

La banda di gangster inglesi, capitanata dal gelido e tormentato Tommy Shelby, si trova nel bel mezzo di una guerra con gli italiani, che devono vendicare la morte di uno dei loro boss. Siamo ormai lontani dalle corse truccate della prima stagione: la trama si è infittita e arricchita di nuovi personaggi e nuove dinamiche, non sempre semplici, tra i vari componenti della famiglia Shelby. Luca Changretta non è l’unico pericolo per Thomas e soci: siamo ormai nel 1929, l’Inghilterra operaia è in perenne sciopero, l’esercito è alle calcagna di Ada, e l’equilibrio tra i vari componenti della famiglia è gravemente compromesso a causa di una mossa avventata del capofamiglia.

Sebbene la trama sia diventata un affresco barocco pieno di sfumature e dettagli nulla risulta essere ampolloso o posticcio. Per questo bisogna senza dubbio ringraziare regia e attori: non c’è mai nulla di gratuito nei momenti di macchina, nelle inquadrature, nelle sequenze, ma tutto è estremamente fluido e scorrevole, e difficilmente lo spettatore si lascia andare a facili patetismi e ragionamenti da soap opera. A questo bisogna aggiungere la potenza di Cillian Murphy, leader incontrastato dei Peaky, che con il suo sguardo di ghiaccio ha creato un personaggio dalle mille sfaccettature, difficile da inquadrare ma impossibile da non amare, e del resto del cast, che anche in questa stagione ha dato prova di grandissime capacità. Tutti i personaggi, dal più ingombrante al più minuto, hanno una loro dignità e una loro potenza, e non lasciano indifferente lo spettatore.

Di grandissimo effetto sono anche i continui colpi di scena: non appesantiscono la trama, ma la rendono più preziosa. Inserire in soli sei episodi così tanti eventi, che hanno così tanti twist, è un grosso azzardo: si rischia di annoiare o di esagerare, ma qui sembra che ogni avvenimento, anche il più incredibile, sia assolutamente verosimile e perfettamente plausibile.

Altra menzione va alla colonna sonora: in questa stagione pare che il leit motiv sia Red Right Hand di Nick Cave, coverizzata da diversi artisti, e in ogni episodio c’è almeno una versione diversa di questo pezzo. Benché la musica non sia assolutamente contemporanea allo svolgimento dei fatti, sembra che si inserisca con perfezione millimetrica nella vicenda, dando la sensazione che faccia irrimediabilmente parte delle vite degli Shelby e dei loro accoliti. Interessante come sempre anche la fotografia e l’attenzione maniacale a colori e costumi: soprattutto l’abbigliamento femminile cambia nel corso della serie, adeguandosi alla moda dell’epoca, così come i capelli e gli accessori. Insomma, ogni dettaglio è curato con attenzione.

Questa quarta stagione è davvero la più bella di sempre.

 

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