Serie TV

Il tempo di Dark

Prendete la filosofia sul tempo di Doctor Who, prendere l’atmosfera cupa e anni Ottanta di Stranger Things, aggiungete la malinconia e il brivido di It e avrete un’idea di ciò che è Dark, una delle serie più chiacchierate degli ultimi tempi.

Tutta la vicenda è ambientata in una piccola cittadina tedesca, dove ogni 33 anni, in date ben precise, scompaiono dei bambini. Dove vadano a finire, nessuno lo sa: ma l’ultima sparizione, quella di Mikkel, figlio più piccolo del capo della polizia, scatena un vortice di eventi che ha origine addirittura nel 1953. Oltre a queste strane sparizioni, ci sono apparizioni di cadaveri bruciati in maniera quantomeno peculiare, riflessioni sulla forma tridimensionale del tempo e sulla assoluta relatività, e vengono svelati una serie di segreti più o meno grandi degli abitanti di Winden.

Dark ha più di un’idea interessante, perlomeno a livello di trama: certo, i viaggi nel tempo sono cosa che conosciamo tutti, ma vengono trattati in una maniera più angosciante, intrappolando di fatto lo spettatore dentro ad una scatola nella quale ci sono delle uscite preconfezionate, e che non possono essere evitate. Anche l’inevitabilità del tempo, e delle azioni, sono temi ben trattati nel corso dei dieci episodi: per quanto i personaggi si sforzino di cambiare il corso degli eventi, operando sul passato per avere nuovi risultati nel futuro, di fatto stanno semplicemente facendo ciò che la sorte impone loro, inserendo una componente deterministica molto forte – almeno in questa prima stagione.

Quello che mi convince meno sono alcune indulgenze di regia, che sembrano voler suscitare grande pathos ed emozione e risultando invece un po’ sciocchi: di contro, ci sono momenti molto belli, che creano anche un discreta tensione nello spettatore, che si aspetta di fare un salto sulla sedia da un momento all’altro. Anche la scelta di colori molto cupi e di cambi di luce a seconda dell’epoca funziona bene, creando un bel prodotto dal punto di vista cromatico e visivo.

In conclusione, Dark è una serie che si fa guardare: idee carine, riferimenti pertinenti (soprattutto a It), anche se talvolta alcuni contenuti risultano essere un po’ banali o abusati – soprattutto il finale, telefonatissimo.

Se avete tempo, guardatela… e se non lo avete ricordate che è solo un concetto relativo.

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