Film

Il pianoforte e lo tsunami

Non è semplice parlare di Coda, film biografico su Ryuichi Sakamoto, senza lasciarsi andare a qualche guizzo poetico e romantico. Un’opera che inizia con un pianoforte abbandonato in mezzo alla distruzione dello tsunami che ha devastato Fukushima del 2011; pianoforte che viene accarezzato e accordato da un signore giapponese ben vestito, di mezza età, con gli occhiali, che ha un tumore alla gola e ha fatto della musica la sua ragione di vita.

Questa pellicola, ispirata per volere del regista e di Sakamoto stesso al cinema di Tarkovskij, vede il compositore giapponese raccontare la sua vita attraverso i gesti quotidiani, la ricerca musicale, le lotte politiche e sociali e soprattutto attraverso i suoni. Sì, perché il desiderio di Ryuchi e ricreare un mondo sonoro a partire proprio dal sottofondo che ci accompagna nella vita di ogni giorno, ridandogli dignità e sottolineandone la presenza. Non solo pianoforte e strumenti musicali d’avanguardia dunque, ma anche e soprattutto la pioggia sui vetri, su un secchio, l’archetto che stride sui piatti della batteria, il cinguettio degli uccellini in un bosco, un calcio ben assestato ad un pezzo di lamiera. Questa è la musica del mondo.

E mentre la musica suona, lo spettatore assiste incantato alla vita del compositore, alle sue lotte ambientaliste per la chiusura delle centrali nucleari, ai suoi viaggi alla ricerca dei rumori più puri, alla sua lotta contro il cancro. Sakamoto sembra arrivare da un altro universo, una creatura giunta da chissà dove con la sua calma e la sua compostezza, con il suo sorriso gentile e con lo sguardo dolce ma mai affranto, le sue mani sottili capaci di creare cose meravigliose. Il protagonista non si lascia abbattere dalla vita: come il pianoforte della scena iniziale può ancora suonare, non importa se scordato o stanco.

Coda è poesia musicale e visiva. Questo film è il tentativo ben riuscito di raccontare una storia, anzi, una vita, senza dimenticare la magia del cinema, della musica, della natura. Tutto si intreccia alla perfezione, lasciando questa pellicola sospesa tra realtà e finzione, mostrandoci ancora una volta cosa voglia dire fare della propria vita una vera opera d’arte. Musicale.

P.s.: se io vi sono sembrata troppo smielata e poetica, vi consiglio di leggere questa recensione, decisamente meno sdolcinata ma non per questo meno entusiasta: http://www.deeplay.it/ryuichi-sakamoto-coda-vita-sonora/. Potrebbe essere anche una buona occasione per conoscere un nuovo sito!

 

 

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